/* =============================================================================
   Discovery Set — le correzioni all'editor della grafica
   -----------------------------------------------------------------------------
   Questo foglio si accoda SOLO sulla pagina del Discovery Set Studio e solo
   dopo `scatole-bl-grafica.css`. Corregge due cose, e sono tutte e due
   conseguenze della forma del pezzo — non gusti:

     1. le superfici sono DIECI, non cinque. Le schede dell'editor sono nate
        elastiche (`flex: 1 1 0`, minimo 150 px) perche' cinque schede riempiono
        una barra larga. Dieci, con la stessa regola, chiedono 1500 px e la barra
        scorre subito: la sesta scheda esiste ma non si vede, e non c'e' niente
        che lo dica. Qui smettono di allungarsi e si stringono, cosi' ne stanno
        piu' del doppio a vista e lo scorrimento resta l'eccezione.

     2. il cartellino "Step 2 — Artwork" del Discovery ESISTE GIA', scritto in
        000944 con l'indirizzo di posta a cui mandare i file. Il pulsante che
        apre l'editor si appende dentro quello — non sotto, in una seconda
        scheda che ripeterebbe lo stesso titolo. Qui si toglie a quel pulsante
        il vestito da "scheda" (sfondo, bordo, margini) che gli darebbe
        `.bla-scheda`, e si mette in fila con il collegamento che c'era.

   Nessun colore nuovo: si usano le variabili gia' dichiarate dallo Studio.
   ========================================================================== */

/* -----------------------------------------------------------------------------
   1. LE DIECI SCHEDE
   `flex: 0 0 auto` invece di `1 1 0`: la scheda e' larga quanto le serve e non
   si spartisce lo spazio in dieci parti. Il minimo scende da 150 a 116, che e'
   lo stesso numero che il foglio principale usa gia' sotto i 480 px — cioe' una
   larghezza gia' provata, non una inventata adesso.
   -------------------------------------------------------------------------- */
#bl-art .bla-scheda-f {
  flex: 0 0 auto;
  min-width: 116px;
}

/* La misura sotto il nome della faccia («120 × 73,6 mm») su un pannello alto
   8,9 mm e' la meta' dell'informazione utile: si tiene, ma non allarga la
   scheda oltre il necessario. */
#bl-art .bla-scheda-f__m {
  white-space: nowrap;
}

/* -----------------------------------------------------------------------------
   2. IL PULSANTE DENTRO IL CARTELLINO DI 000944
   -------------------------------------------------------------------------- */
#bl-studio .disc-scheda__azioni {
  display: flex;
  flex-wrap: wrap;
  align-items: center;
  gap: 10px;
}

/* `order: -1` — il pulsante che APRE l'editor viene prima del collegamento che
   apre il programma di posta. Non e' gerarchia estetica: chi arriva qui ha in
   mano un file, e la strada che lo porta a caricarlo adesso e' quella che deve
   incontrare per prima. Il "mandacelo per posta" resta, perche' resta vero. */
#bl-studio .bla-scheda--compatta {
  order: -1;
  width: 100%;
  margin: 0;
  padding: 0;
  background: none;
  border: 0;
  border-radius: 0;
  display: flex;
  flex-wrap: wrap;
  align-items: center;
  gap: 10px;
}

#bl-studio .bla-scheda--compatta .bla-scheda__stato {
  flex: 1 1 200px;
  margin: 0;
  font-size: 13px;
  line-height: 1.45;
}

#bl-studio .bla-scheda--compatta .bla-scheda__azioni {
  flex: 0 0 auto;
  gap: 8px;
}

/* Il collegamento di posta perde il margine alto che aveva quando era da solo:
   adesso sta in fila, e un margine verticale dentro una riga flessibile
   disallinea e basta. */
#bl-studio .disc-scheda__azioni .disc-scheda__cta {
  margin: 0;
}

/* -----------------------------------------------------------------------------
   3. LE ZONE MORTE
   -----------------------------------------------------------------------------
   ⚠️ QUESTE REGOLE NON SONO DECORAZIONE: SENZA, LA MODIFICA SAREBBE UN DANNO.
   Il motore condiviso disegna le bande `morte` con le classi `bla-fu-morta` e
   `bla-fu-morta-n`, ma il foglio condiviso (scatole-bl-grafica.css) NON le
   veste: le veste `scatole-cas-grafica.css`, che sulla pagina del Discovery non
   viene accodato. Un `<rect>` SVG senza `fill` e' NERO PIENO: dichiarare le
   zone morte senza scrivere queste regole avrebbe coperto di nero due pannelli.

   L'aspetto e' copiato riga per riga dal Drawer Box, e non per pigrizia: un
   cliente che apre i due Studi uno accanto all'altro deve vedere UN negozio.
   Velo chiarissimo e tratteggio nel grigio del testo secondario — il colore del
   marchio, su questo pannello, vuol dire «tuo», e queste bande sono l'opposto.
   Il riempimento e' quasi trasparente apposta: sotto ci passano le pieghe, e
   una banda opaca le spezzerebbe in due.

   Il tratteggio e' 5-4 contro il 7-4 della piega: due tratteggi identici a un
   millimetro di distanza sono un tratteggio solo, e la banda smetterebbe di
   leggersi come una cosa diversa dalla riga di piega che la costeggia.
   -------------------------------------------------------------------------- */
#bl-art .bla-fu-morta {
  fill: rgba(17, 17, 17, .055);
  stroke: var(--i4);
  stroke-width: 1;
  stroke-dasharray: 5 4;
  vector-effect: non-scaling-stroke;
}

#bl-art .bla-fu-morta-n {
  fill: var(--i4);
  font-family: var(--mono);
  font-weight: 700;
  text-anchor: middle;
  letter-spacing: .02em;
  /* L'ALONE. La cornice dell'area sicura corre a 3 mm dentro il pannello e
     sull'aletta passa proprio all'altezza di questa scritta: senza schermo, le
     lineette attraversano le lettere. `paint-order: stroke fill` disegna il
     contorno PRIMA del pieno, cosi' l'alone fa da schermo e non ingrassa il
     carattere. Il colore e' quello dell'incasso, cioe' della carta velata su
     cui la scritta cade davvero. */
  stroke: var(--inc);
  stroke-width: 4.5px;
  paint-order: stroke fill;
  vector-effect: non-scaling-stroke;
}

/* ⚠️ L'ETICHETTA DELLA ZONA VA ALZATA, O NON SI LEGGE NESSUNA DELLE DUE.
   Sulle altre scatole le zone morte sono carta IN PIU' rispetto ai pannelli e
   la loro etichetta e' l'unica scritta che cade li'. Qui invece i due pannelli
   morti SONO pannelli dichiarati: il motore centra il nome della faccia
   («GLUE FLAP») e centra anche l'etichetta della zona («Glued under — no
   print») nello stesso punto, e le due scritte si accavallano.
   Due millimetri e otto piu' in su bastano a separarle e restano DENTRO la
   banda anche su quella piu' bassa, la linguetta da 8,922 mm: a 3,5 la
   scritta si sedeva sul bordo tratteggiato: si e' visto solo nello scatto.

   In SVG la `transform` del CSS lavora in unita' utente, che su questa tavola
   sono millimetri: `-3.5px` sono 3,5 mm veri, non pixel di schermo.

   `:not([transform])` NON e' prudenza generica. Il motore mette una
   `transform` sull'etichetta quando la banda e' piu' alta che larga, per
   scriverla per il lungo: una `transform` del CSS BATTE l'attributo e le
   rimetterebbe dritte. Cosi' la regola tocca solo le bande orizzontali, che
   sono le due di questa scatola. */
#bl-art .bla-fu-morta-n:not([transform]) {
  transform: translateY(-2.8px);
}

/* Nella miniatura del pannello tecnico le quote sono spente e i nomi delle
   zone non entrerebbero: diventerebbero macchie. Stessa regola che il foglio
   condiviso applica gia' a `.bla-fu-nome`, e che il Drawer applica qui. */
.bla-tecnico__tela .bla-fu-morta-n {
  display: none;
}

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   4. QUI NON C'E' PIU' NIENTE, ED E' UNA BUONA NOTIZIA
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   Per mezz'ora, il 04/09/2026, in fondo a questo foglio c'era una riga che
   NASCONDEVA la carta «Design help» dei modelli di partenza (000921), comparsa
   nella colonna d'acquisto accanto a quella che il Discovery ha gia'.
   Nascondere con il CSS una cosa che un altro file continua a stampare e' una
   toppa: regge finche' quel file non rinomina la classe, e il giorno che la
   rinomina il difetto torna senza che nessun errore lo dica.
   La carta adesso non viene proprio stampata: 000921 chiede al profilo se lo
   vuole e questo profilo risponde di no (`modelli => false` in 000946). Un
   modulo che non si carica non ha bisogno di essere nascosto.
   -------------------------------------------------------------------------- */
